PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE: GUIDA PRATICA
3 Set 2025
Questa breve guida analizza il provvedimento di PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia).
Di seguito verrà indicata la funzione di tale strumento, le ragioni per cui può essere utilizzato e cosa fare nel caso in cui un contribuente si ritrova con il conto corrente pignorato dall’erario.
Si tenterà di fornire elementi utili a comprendere come ci si deve comportare nell’ipotesi in cui si dovesse ricevere un atto di pignoramento del conto corrente bancario o postale e quali sono le soluzioni se si riceve tale atto e, soprattutto, come sbloccare il conto corrente pignorato.
Con il presente articolo dello studio ACT Law Firm, avvocati specializzati in cancellazione debiti e pignoramenti sul conto corrente, si vedrà come e quando l’Agenzia delle Entrate può pignorare un conto corrente, come si svolge la procedura, quali sono i limiti e le eccezioni, e quali strumenti legali possono essere utilizzati per difendersi, quando scatta, quali somme sono protette e come sbloccare il conto.
Indice
1. Cos’è il pignoramento del conto corrente?
Il pignoramento del conto corrente è un’azione esecutiva con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) – l’ente che si occupa della riscossione coattiva dei crediti tributari e pregressi – ordina alla banca o all’ufficio postale (il “terzo”) di trattenere e versare somme presenti sul conto del debitore per soddisfare il debito iscritto a ruolo.
L’AdER, essendo dotata di poteri speciali, agisce mediate procedure specifiche che le consentono di agire in maniera rapida e diretta per il recupero del credito senza aver previamente ottenuto un provvedimento del Giudice.
Affichè l’Ente delle riscossioni possa agire con pignoramento del conto corrente è necessario che il destinatario abbia previamente ricevuto una cartella esattoriale (più correttamente “cartella di pagamento”) e non abbia provveduto al pagamento entro i successivi 60 giorni.
Si tratta di una forma di espropriazione presso terzi che può colpire sia conti personali sia conti di impresa, fino alla concorrenza dell’importo dovuto. (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/le-procedure/procedure-esecutive)
2. Quando viene applicato?
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può attivare il pignoramento quando esiste un credito iscritto a ruolo (cartella/avviso di pagamento non pagato e divenuto esecutivo) e il debitore non ottempera. Per i crediti tributari la normativa speciale prevede una procedura “esattoriale” (art. 72-bis del DPR 602/1973) che consente all’agente della riscossione di notificare un ordine di pagamento diretto al terzo (banca/datore di lavoro) e ottenere il versamento delle somme dovute.
Il pignoramento del conto corrente si verifica quando AdER invia un ordine di pagamento alla banca, bloccando le somme presenti su tale conto corrente fino alla concorrenza del debito. Se il saldo è sufficiente, la banca trasferisce le somme richieste direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se invece il saldo è inferiore al debito, il pignoramento si limita alla disponibilità presente in quel momento.
3. Cosa fare se viene pignorato il conto corrente? — i primi passi concreti
Se ricevi la notifica o scopri il blocco sul conto, segui questa sequenza operativa per minimizzare i danni:
- Leggi attentamente l’atto: individua la cartella/ruolo o l’ordine di pagamento (art. 72-bis) che ha originato il pignoramento. Verifica date, importo, e destinatari.
- Raccogli le prove delle somme impignorabili: cedolini di stipendio/pensione, ricevute di bonifici da terzi, assegni familiari o altri accrediti che non sono del debitore. Queste prove sono decisive per chiedere lo sblocco parziale.
- Contatta subito la banca: richiedi il rendiconto delle somme bloccate e inoltra la documentazione che dimostra la natura degli accrediti. La banca ha l’obbligo di rispondere alle richieste del terzo pignorato.
- Valuta la strada della rateizzazione o del saldo e stralcio con AdER: spesso un accordo con l’agente della riscossione è la via più rapida per ottenere lo sblocco.
- Proponi opposizione agli atti esecutivi. Tale soluzione, di cui parleremo nel successivo paragrafo 8, va attentamente valutata con l’ausilio di un avvocato specializzato in diritto tributario.
4. E’ possibile il pignoramento del conto corrente se è intestato a più persone?
Se il conto corrente è intestato a più persone, il pignoramento può avvenire solo sulla quota parte del debitore, senza coinvolgere i fondi appartenenti agli altri intestatari. Ad esempio, nel caso di un conto cointestato tra coniugi, AdER può pignorare solo il 50% delle somme disponibili, salvo prova contraria sulla titolarità del denaro.
5. In quali casi è illegittimo il pignoramento del conto corrente?
Il pignoramento può essere viziato o illegittimo se:
- manca la corretta iscrizione a ruolo o il titolo esecutivo è inesistente o irregolare;
- la notifica dell’atto non è stata eseguita correttamente (al debitore o al terzo);
- vengono pignorate somme che appartengono a terzi o risultano chiaramente identificabili come non riconducibili al debito (es. bonifici ricevuti da un familiare).
- sono pignorate somme soggette a impignorabilità per legge (es. somme destinate a sostegno familiare, indennità di accompagnamento e altre prestazioni assistenziali, sussidio per invalidi civili e altre forme di sostegno sociale).
6. Quali somme sono protette / parzialmente impignorabili?
La legge tutela il minimo vitale e prevede limiti specifici per stipendi e pensioni: per esempio, a seguito di modifiche normative, esistono soglie di impignorabilità stabilite per le pensioni (aggiornate nel tempo e con rilevanti novità recenti), ed è prevista la possibilità che solo la quota eccedente determinati minimi sia pignorabile e, spesso, per una quota limitata (es. il “quinto” per alcune fattispecie). Per gli accrediti INPS o altri trasferimenti assistenziali è importante produrre la documentazione per ottenere il riconoscimento dell’impignorabilità.
7. Come sbloccare il conto corrente dopo il pignoramento?
Le opzioni concrete sono:
- Svincolo delle somme impignorabili: invia alla banca la prova che alcune voci sono impignorabili (pensione, stipendio, sussidi). La banca, verificati i documenti, può consentire lo sblocco parziale.
- Accordo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: chiedere una rateazione o pagare una prima tranche spesso porta alla revoca del vincolo sulle somme (o al loro versamento diretto ad AdER secondo quanto concordato).
- Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): se il pignoramento è viziato dal punto di vista formale (notifiche irregolari, mancanza del titolo), si può proporre opposizione per ottenere lo sblocco giudiziale. L’opposizione può essere fondata su vizi formali dell’atto, o su motivi di merito, come la dimostrazione che il debitore si trova in una condizione di particolare difficoltà economica. Il risultato, in caso di accoglimento dell’opposizione, può essere la riduzione del pignoramento o la revoca totale del pignoramento.
Conclusione — cosa fare ora (pratica)
Un pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è una situazione che richiede risposta rapida e documentata: bisogna analizzare l’atto di pignoramento e le cartelle in esso indicate, raccogliere le prove delle somme eventualmente impignorabili, contattare la banca e valuta immediatamente la trattativa con AdER (rateazione) oppure, ave fondato, proporre un ricorso al Giudice con richiesta di sospensione del pignoramento.
Un errore da non commettere è quello di “ignorare” la notifica dell’atto di pignoramento.
Se il pignoramento non viene contestato nei termini di legge diventa definitivo e, a quel punto, sarà estremamente complesso trovare una soluzione.
Per questo motivo, è fondamentale agire in maniera rapida.
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