Ricorso al TAR: come funziona e quando conviene (guida pratica per il cliente)

4 Nov 2025

Ricorso al TAR: come funziona e quando conviene (guida pratica per il cliente)

Il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è lo strumento con cui il cittadino o persone giuridiche possono impugnare un atto o un comportamento della Pubblica Amministrazione ritenuto illegittimo e lesivo di una posizione giuridica.

In questo articolo spieghiamo, in modo chiaro e pratico, quando è possibile ricorrere, quali sono i termini da rispettare, come si chiede la sospensione dell’atto e quali sono gli errori più comuni da evitare.

Quando è possibile proporre ricorso al TAR (soggetti e interessi)

Possono proporre ricorso:

  • il soggetto al quale l’atto amministrativo è diretto;
  • chiunque abbia un interesse concreto e attuale alla pronuncia del giudice (es. partecipante a concorso, gara, proprietario di un immobile leso da un provvedimento urbanistico). I motivi tipici sono: illegittimità formale (difetto di competenza, violazione di norme procedurali), vizi sostanziali (eccesso di potere, difetto o insufficienza della motivazione), errore di fatto o violazione di legge.

Termini per proporre il ricorso al TAR

Il termine ordinario per proporre ricorso al TAR è di norma 60 giorni dalla notificazione, dalla comunicazione o dalla piena conoscenza dell’atto impugnato (decorso che varia a seconda della modalità con cui l’atto è stato portato a conoscenza). Si tratta di termine da non sottovalutare: la mancata impugnazione nei termini può comportare la decadenza dal diritto di agire.

Eccezione importante: appalti e gare pubbliche. Per gli atti relativi alle procedure di affidamento di contratti pubblici (ammissioni/esclusioni, aggiudicazione ecc.) il rito speciale prevede termini più rapidi: normalmente 30 giorni e regole di decorrenza specifiche (collegati alle comunicazioni previste dal Codice dei contratti). In materia di gare, la tempestività è spesso cruciale per ottenere misure cautelari.

Cosa deve contenere il ricorso al TAR e come si procede (passaggi pratici)

Il ricorso deve essere depositato presso il TAR competente e, nei casi previsti, notificato alle controparti (la P.A. resistente e gli eventuali controinteressati). Al ricorso vanno allegate le prove documentali e un’esposizione chiara dei motivi giuridici su cui si fonda la contestazione. Primario rilievo nei ricorsi amministrativi al TAR assume l’art. 97 della Costituzione proprio in materia di Pubblica Amministrazione.

Richiedere la sospensione dell’atto (tutela cautelare)

Spesso chi agisce davanti al TAR chiede anche la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato (misure cautelari) per evitare che l’esecuzione dell’atto renda inutile la pronuncia finale.

Il Codice del processo amministrativo prevede strumenti diversi:

  • Decreto monocratico del Presidente (art. 56 c.p.a.) per casi di estrema gravità e urgenza, quando non è possibile attendere la camera di consiglio collegiale; il provvedimento monocratico è uno strumento rapido ma sottoposto a precise condizioni.
  • Misure cautelari ante causam (art. 61 c.p.a.) ammesse in casi urgenti ma soggette a termini e adempimenti: ad esempio la misura perde efficacia se non si notificano e depositano i relativi atti nei termini previsti (e comunque viene meno dopo 60 giorni se non confermata).
  • Misure cautelari collegiali (art. 55 c.p.a.) questa è certamente la misura cautelare più ricorrente e comune. Infatti, se il ricorrente, allegando di subire un pregiudizio grave e irreparabile durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso, chiede l’emanazione di misure cautelari. Sulla domanda cautelare il collegio si pronuncia nella prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento.

Per ottenere la sospensiva è necessario dimostrare il fumus boni iuris (apparente fondatezza) e il periculum in mora (danno grave e irreparabile).

La valutazione è discrezionale e richiede una ricostruzione giuridica solida: non tutte le impugnazioni ottengono la sospensione.

Effetti di una sentenza favorevole

Se il TAR accoglie il ricorso può disporre, tra le principali conseguenze:

  • annullamento dell’atto amministrativo impugnato;
  • ordine di riesame o adozione di un nuovo provvedimento conforme alla legge;
  • in taluni casi, riconoscimento del diritto al risarcimento (ma la domanda risarcitoria può seguire regole diverse).
    L’efficacia concreta dell’esito dipende dal tipo di pronuncia e dai rimedi disposti dal Giudice Amministrativo.

Errori più comuni da evitare

  • Sottovalutare i termini (in particolare l’eccezione appalti a 30 giorni).
  • Deposito o notifiche irregolari (mancata firma digitale, formato non conforme, PEC incompleta).
  • Motivazione debole: occorre una ricostruzione giuridica focalizzata sui vizi dell’atto.

Conviene sempre fare il ricorso al TAR? qualche consiglio strategico

Il ricorso è uno strumento potente ma non sempre la soluzione più rapida o economica. Prima di agire valutiamo:

  • probabilità di successo (fumus);
  • urgenza del provvedimento (per chiedere la sospensione);
  • costi (contributo unificato, onorari, eventuali spese cautelari come cauzione).

Per vicende di gare pubbliche o concorsi pubblici consigliamo una valutazione tempestiva: spesso una tempestiva impugnazione e una istanza di sospensione sono decisive.

Vuoi procedere?

Se hai ricevuto un provvedimento che ritieni illegittimo — es. esclusione da gara, ordine di demolizione, provvedimento disciplinare, diniego di autorizzazione urbanistica, esclusione da un concorso pubblico — contattaci:

esaminiamo gratuitamente la documentazione preliminare, stimiamo i termini applicabili e ti forniamo un preventivo scritto.

Cosa fare prima di proporre ricorso al TAR

Vuoi impugnare un provvedimento amministrativo? Prima di avviare un ricorso al TAR, è essenziale verificare che sussistano i presupposti giuridici e rispettare tutti gli adempimenti formali.

Abbiamo preparato una checklist operativa per aiutarti a capire, passo dopo passo, come procedere in sicurezza.

1. Verifica preliminare

Hai ricevuto un provvedimento scritto (diniego, ordinanza, esclusione, aggiudicazione, sanzione, ecc.)?

Sei direttamente interessato dall’atto (la decisione incide sui tuoi diritti o interessi legittimi)?

L’atto proviene da una Pubblica Amministrazione (Comune, Regione, ASL, Ministero, Ente pubblico)?

2. Termini da rispettare

Hai annotato la data di conoscenza dell’atto (notifica, PEC, pubblicazione, accesso agli atti)?

Sono passati meno di 60 giorni da quella data?

Se il caso riguarda gare o appalti pubblici, il termine è 30 giorni.

3. Documentazione necessaria

  • Copia integrale del provvedimento impugnato.
  • Tutta la documentazione amministrativa correlata (bando, delibera, determina, verbali, PEC, comunicazioni).
  • Documenti personali o aziendali (visura camerale, procura, deleghe, certificazioni).
  • Prove del danno o elementi che dimostrano l’urgenza (es. perdita di appalto, sospensione attività, sanzione).

4. Analisi giuridica e strategia

  • Identificare i vizi di legittimità (violazione di legge, incompetenza, eccesso di potere).
  • Valutare con l’avvocato se chiedere la sospensione dell’atto (tutela cautelare).
  • Considerare eventuali alternative extragiudiziali (autotutela, diffida, richiesta di riesame).

5. Adempimenti formali

  • Redazione del ricorso.
  • Notificaalla P.A. e ai controinteressati.
  • Deposito presso il TAR competente.
  • Pagamento del contributo unificato, variabile in base al valore della causa.

6. Dopo il deposito

  • Attendi la camera di consiglio per la valutazione della sospensiva. Attenzione, in questa fase è possibile integrare la documentazione e proporre memorie difensive sino a 2 giorni prima della camera di consiglio.
  • In caso di decreto monocratico, segui l’udienza collegiale di conferma.
  • Prepara la fase di merito, con eventuali memorie, prove e discussione finale.

Consiglio dello Studio

Prima di agire, effettua un’analisi preventiva con l’avvocato: verificheremo insieme la tempestività, la competenza territoriale e la fondatezza dei motivi di ricorso.

Autore

  • Avvocato Vincenzo Zecchino

    Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Roma, l'Avv. Vincenzo Zecchino offre consulenza e assistenza in diritto amministrativo, commerciale e civile. Dopo esperienze in primari studi legali, nel 2022 ha fondato ACT Law Firm.

    Le sue aree di attività includono concorsi pubblici, pubblico impiego, appalti, urbanistica, gestione del credito, contratti, GDPR Privacy e arbitrato bancario. Laureato in Giurisprudenza presso "La Sapienza" di Roma, ha conseguito un Master in "Giurista di Impresa" (Meliusform, 2020) e l’abilitazione come mediatore (Concilium A.D.R., 2022).

    Ha maturato competenze specialistiche in diritto civile, societario e amministrativo, con focus su contrattualistica, governance aziendale, crisi d'impresa, appalti pubblici e protezione dati.

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